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AGENTI CHIMICI CANCEROGENI
50.00 Credits

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FORMAZIONE A DISTANZA
(F.A.D.)

AGENTI CHIMICI CANCEROGENI

CREDITI ECM 50

autori
Prof. Francesco Tomei 
Professore Ordinario di Medicina del Lavoro dell’ Università degli studi di Roma
“La Sapienza” in quiescenza

Il prezzo della singola FAD è di 300 € esente IVA



Il questionario è costituito da un totale di 150 Quiz che seguono l'ordine degli argomenti trattati nel programma
Non è obbligatorio terminare tutto il questionario in un'unica sessione ma si può interrompere e riprendere da dove si era interrotto entro e non oltre il  20/12/2026

CORSO PER MEDICO CHIRURGO (TUTTE LE SOTTOCATEGORIE),
TECNICO DELLA PREVENZIONE AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO

PROGRAMMA CORSO

 

  • Agenti Chimici Cancerogeni
  1. Titolo

  • Quadro normativo: D.lgs. 81/08 Titolo IX, Capo I (articoli 221-265).
  • Ambito di applicazione e chiarimenti sull’estensione del rischio oltre i laboratori.
  • Estratto: “Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro…”
  1. Introduzione al rischio chimico

  • Articolo 222 — definizione di agenti chimici e agenti chimici pericolosi.
  • Distinzione tra agenti classificabili e agenti che comunque comportano rischio (Allegato XXXVIII).
  • Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) — GHS, pittogrammi, hazard statements, precautionary statements.
  1. Definizioni e classificazioni normative

  • Pericolo per la salute.
  • Pericolo di incendi ed esplosioni.
  • Pericolo per l’ambiente.
  • Vie di introduzione nell’organismo: inalazione, ingestione, contatto cutaneo/oculare.
  • Effetti acuti e cronici; fattori che influenzano il rischio (dose, durata, suscettibilità).
  1. Tipologie di rischio chimico

  • Quadro normativo: D.lgs. 81/08 Titolo IX, Capo II (articoli 233-245).
  • Art. 234 — definizione di agente cancerogeno e agente mutageno; riferimenti ad Allegato I CLP e Allegato XLII del decreto.
  • Classificazione CLP per cancerogenicità e mutagenicità (Categorie 1A, 1B, 2).
  • Tabelle CLP e criteri di classificazione per miscele.
  1. Protezione da agenti cancerogeni e mutageni

  • Mutazioni del DNA: aberrazioni cromosomiche e mutazioni puntiformi.
  • Cancerogeni genotossici: diretti e indiretti (bioattivazione).
  • Cancerogeni epigenetici: meccanismi non mutageni (inibizione riparazione DNA, immunosoppressione, squilibri ormonali).
  1. Meccanismi biologici e tipologie di cancerogenicità

  • Introduzione e premessa sul processo estrattivo come esempio di attività a rischio.
  • Caratteristiche generali del petrolio e fasi dell’estrazione: indagine, perforazione, estrazione.
  • Ciclo di lavorazione: estrazione (a bocca di pozzo), separazione, raffinazione; processi fisici e chimici (distillazione, cracking, desolforazione).
  • Estratto: “Il petrolio è una miscela oleosa, liquida, giallo-bruna, costituita prevalentemente da idrocarburi alifatici e aromatici…”
  1. Esempio applicativo: estrazione del petrolio

  • Rischi fisici: meccanici, incendi/ esplosioni, microclima, rumore, NORM.
  • Rischi chimici: COV, IPA, mercaptani, metalli pesanti, H2S, formaldeide, diossine, PCB, TEG, MDEA, ecc.
  • Vie di rilascio: processi di combustione, reflui, emissioni puntuali e diffuse.
  1. Fattori di rischio specifici nell’estrazione petrolifera

  • Elenco degli agenti da valutare (CO2, CO, O3, NOx, PM, COV, IPA, metalli, PCDD/PCDF, PCB, formaldeide, ecc.).
  • Metodologie di misura: limiti di rilevabilità, scelta delle metodiche adeguate, confronto con valori di riferimento (D.Lgs. 155/2010, OMS).
  • Importanza del monitoraggio ambientale e biologico; frequenze consigliate (linee guida SIMLII).
  • Valutazione dell’esposizione cutanea e contributo all’esposizione totale.
  1. Valutazione del rischio da agenti cancerogeni e mutageni

  • Elenco documenti: AIA, report monitoraggi ambientali, DVR, report pronto soccorso, planimetrie, elenchi dipendenti, risultati anonimi collettivi, monitoraggi acque e sedimenti, linee guida ISPRA/SIMLII, valori di riferimento.
  • Specifiche analisi richieste: NO2, PST (PM10/PM2.5), IPA (benzo[a]pirene), benzene, PCDD/PCDF, PCB, mercurio, formaldeide, metalli pesanti, H2S, ecc.
  1. Documentazione da acquisire per la valutazione del rischio

  • Parametri di qualità dell’aria: NO2, NOx, O3, SO2, PM10, PM2.5, IPA, toluene, benzene.
  • Monitoraggio acque sotterranee e superficiali: IPA, alifatici clorurati, solventi, metalli, diossine, amianto, ecc.
  • Biomonitoraggio: matrici (sangue, siero, urine, capelli, unghie, latte materno), scelta della popolazione campione, periodicità.
  • Registro degli esposti e risultati anonimi collettivi (RAC): contenuti e criticità.
  1. Monitoraggi ambientali e biologici

  • Effetti acuti e cronici di H2S, benzene, CO, SO2, NO2, PST, mercurio, PCDD/PCDF, toluene, xilene, formaldeide, IPA.
  • Tabelle di concentrazione/effetto per H2S (serie di concentrazioni ed effetti riportati).
  • Riferimenti a studi epidemiologici e casi di incidenti (es. esplosioni, fuoriuscite, studi su popolazioni esposte).
  1. Effetti sulla salute e dati tossicologici esemplificativi

  • Obblighi normativi: art. 229, art. 242 e correlati del D.Lgs. 81/08.
  • Differenza tra sorveglianza sanitaria e monitoraggio biologico; ruolo del Medico Competente.
  • Criteri per protocolli sanitari, frequenza dei controlli, registri degli esposti, gestione dei risultati anonimi collettivi.
  1. Sorveglianza sanitaria e monitoraggio biologico

  • Confronto tra TLV, valori OMS, D.Lgs. 155/2010 e valori della popolazione generale.
  • Criticità: limiti di rilevabilità strumentale, uso improprio di 1/100 TLV, misurazioni insufficienti o sporadiche, errori di calcolo delle medie.
  • Tabelle esemplificative (es. PCDD/PCDF, PCB, formaldeide) con valori di riferimento citati nel documento.
  1. Valori di riferimento, limiti e criticità metodologiche

  • Criteri medico-legali per il nesso causale (consistenza, forza dell’associazione, specificità, temporalità, coerenza).
  • Riferimenti a giurisprudenza e responsabilità penale/amministrativa in caso di violazioni.
  • Ruolo del Medico Competente e obblighi del datore di lavoro.
  1. Aspetti giuridici, causalità e responsabilità

  • Riduzione al più basso livello tecnicamente possibile; sostituzione; sistemi chiusi; aspirazione localizzata; ventilazione.
  • Programmi di informazione e formazione; importanza del monitoraggio continuo e del biomonitoraggio.
  • Necessità di adeguare metodiche e frequenze di misura alle linee guida SIMLII e alle evidenze scientifiche.
  1. Linee guida, buone pratiche e raccomandazioni operative

  • Elenco riferimenti bibliografici principali (INAIL 2024; Economides et al.; Nguyen; CDC; Witter et al.; studi su H2S; linee guida SIMLII; documenti normativi).
  • Allegato 18: PowerPoint presentato (elenco diapositive).
  1. Bibliografia e allegati

  • Riepilogo delle principali criticità metodologiche e raccomandazioni per la valutazione e la sorveglianza.
  • Indicazioni su registro esposti, monitoraggi e necessità di misure preventive tecniche e organizzative.
  1. Sintesi conclusiva e note tecniche
ESPONI I TUOI QUESITI AL TUTOR

Tutor: ROBERTO MASSIMI
Oggetto:
Testo:

Responsabile del comitato scientifico Francesco Tomei.

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